Che cos’hanno in comune Milano, Cattolica e Matera? Ben poco, verrebbe da rispondere. A parte il fatto di avere tutti e tre un sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta. Non è affatto una coincidenza rara, visto che oltre il 65% dei Comuni italiani (5496) ha detto addio ai cassonetti stradali e raccoglie i rifiuti urbani a domicilio.
Ma quanto è efficiente questo sistema? Per la prima volta uno studio, redatto da ARS Ambiente e presentato alla Fiera di Ecomondo a Rimini, ha confrontato i due principali modelli di raccolta italiani (porta a porta vs sistemi stradali ad accesso controllato), correlandoli alle loro performance ambientali e ai costi operativi, per amplificare le esperienze virtuose e promuovere gestioni più efficienti.
Il modello più efficiente è il porta a porta con tariffazione puntuale
I risultati si basano sull’analisi di un robusto campione di dati open a scala comunale (provenienti da fonti ufficiali come Ispra, la piattaforma DifferEnti di CONAI/Junker e Istat) e dimostrano che il porta a porta e i sistemi stradali ad accesso controllato garantiscono entrambi elevati livelli di raccolta differenziata lorda (il 73% in media), ma il porta a porta, oltre a essere il modello di raccolta più diffuso, è anche il più conveniente dal punto di vista economico, utilizzando per il confronto un innovativo indicatore denominato “costi operativi per punto percentuale di raccolta differenziata”.
Come sottolinea uno degli autori dello studio, Michele Giavini di ARS Ambiente, “il modello porta a porta ha costi sostanzialmente omogenei in tutti gli oltre 5mila Comuni in cui viene applicato (1,60 euro ad abitante per punto percentuale di raccolta differenziata), a differenza del modello stradale ad accesso controllato che ha costi non solo più alti (0,55 euro in più ad abitante), ma soprattutto molto variabili, indice di un modello non ancora ottimizzato”.
Lo studio evidenzia poi come l’introduzione di un metodo di tariffazione puntuale faccia aumentare di molto i risultati raggiunti in termini di raccolta differenziata già dai primi mesi (in media 83,7% per il porta a porta e 87% per i cassonetti ad accesso controllato), mantenendo costi operativi più bassi per il porta a porta (1,24 euro ad abitante per punto percentuale di raccolta differenziata) rispetto allo stradale (1,42 euro).
Innovare per ottimizzare i processi
A fare la differenza è il livello di ottimizzazione raggiunto, che in un modello “maturo” come il porta a porta è decisamente più spinto. L’innovazione tecnologica si rivela fondamentale soprattutto ai fini del passaggio alla tariffazione puntuale, per semplificare i processi e garantire la certezza dei dati.
Tra i primi player italiani ad aver avviato un’attività di ricerca e sviluppo per accompagnare Comuni e Gestori verso un sistema di tariffazione puntuale c’è DNA Ambiente.
