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TICSER, la riforma che cambia le regole del gioco sulla tariffa rifiuti

Struttura pentanomia, misura obbligatoria, driver di ripartizione espliciti: dal 2028 il collegamento tra costi e corrispettivi non sarà più una scelta. Il biennio 2026-2027 è il tempo per farsi trovare pronti. 

Il 5 agosto 2025 ARERA ha approvato la Delibera 396/2025/R/RIF – TICSER, Testo Integrato Corrispettivi Servizio Rifiuti. È il primo intervento organico sulla struttura tariffaria applicata all’utenza finale dal DPR 158/1999: ventisette anni di normativa sostituiti da un impianto più trasparente, più esigente e direttamente ancorato alla realtà operativa di ciascun gestore. Il cambiamento centrale è la sostituzione della struttura binomia con una struttura pentanomia a cinque componenti che seguono la filiera dei rifiuti dall’utente allo smaltimento finale:  

  • T(DEC) per il decoro urbano, 
  • T(ACS) per l’accesso al servizio,  
  • T(RAC) per la raccolta e il trasporto, 
  • T(REC) per il trattamento e il recupero,  
  • T(SMAL) per lo smaltimento finale.  

Ogni componente è alimentata da voci specifiche del PEF riconosciute dal metodo tariffario. Dal 2028, ogni delibera TARI dovrà esplicitare i driver di ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche, una trasparenza che oggi manca in larga parte degli atti comunali censiti dall’autorità.  

Misurare cambia i comportamenti. Governare il dato cambia il servizio.

dati, presentati da ARERA al convegno DNA Ambiente a marzo 2026 e raccolti su circa il 70% della popolazione nazionale, mettono in luce un aspetto interessante: la sola misurazione dei conferimenti, anche senza passare alla tariffazione puntuale, porta in media a dieci punti percentuali in più di raccolta differenziata. Con la tariffazione puntuale, gli ambiti più avanzati superano l’80%. Quando l’utente vede il proprio comportamento riflesso nella tariffa, tende a cambiare e la digitalizzazione del servizio rende questo percorso praticabile anche nei contesti più difficili. 

Il vero nodo, però, non è la tecnologia. Non basta installare sensori o adottare una piattaforma digitale. La domanda che il TICSER pone a gestori e amministrazioni è un’altra: come si costruisce un dato affidabile sul campo, come lo si valida, come entra nel PEF? Misurare bene richiede un’infrastruttura coerente e non una somma di strumenti scollegati da riconciliare a fine anno. 

Per questo il biennio 2026-2027 non è un periodo di attesa. ARERA ha istituito un Tavolo di lavoro permanente con la Delibera 49/2026/R/RIF proprio per accompagnare questa fase: chi avvia subito le simulazioni, censisce le utenze non domestiche e testa i driver di ripartizione arriverà al 2028 con margini di manovra. Chi aspetta, dovrà correre. 

Un ecosistema costruito attorno al dato

Il valore di DNA Ambiente sul TICSER sta nell’integrazione nativa delle soluzioni. I sistemi gestionali, i dati di raccolta e territorio, gli strumenti digitali verso l’utenza, la sensoristica intelligente e l’analisi evoluta condividono un dato unico che nasce sul campo, viene validato, confluisce nel PEF e supporta la struttura tariffaria pentanomia. È esattamente la corrispondenza tra costi, servizio e tariffa che ARERA richiede, e che oggi manca nella maggior parte degli ambiti. 

La misura che l’ecosistema costruisce è progressiva: per frazione, per area, per tipologia di utenza, su modelli diversi (porta a porta, accesso controllato, sistemi misti). Funziona anche nei contesti dove la misurazione è storicamente difficile: condomini, centri storici, aree turistiche ad alta stagionalità. Non si tratta di raggiungere la perfezione dal primo giorno, ma di dimostrare ad ARERA un percorso credibile e documentato che rispetti l’Art. 8 della delibera. 

Il dato, però, non serve solo alla tariffa. Alimenta la pianificazione dei giri, il controllo dei conferimenti, le analisi dei costi per componente T(RAC) e le simulazioni tariffarie. Una leva organizzativa per il gestore e ciò che ARERA definisce sviluppo industriale del settore.  

A valle, la tariffa deve essere comprensibile. L’utente che nel 2028 riceverà una bolletta in cinque voci ha bisogno di capire perché il costo è cambiato. Chi riesce a spiegarlo riduce contenziosi e resistenze, uno dei rischi principali di qualsiasi percorso verso la tariffazione puntuale, che si gestisce molto meglio a monte che a valle.  

Dal 2028, gestire i rifiuti senza dati certi non sarà più un’opzione

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