Tra le realtà premiate da Comuni Ricicloni 2026, diversi Comuni che si sono affidati all’ecosistema DNA Ambiente, si distinguono per risultati di raccolta differenziata superiori all’80% e produzioni pro-capite di secco residuo particolarmente contenute.
Nella classifica dei capoluoghi, che quest’anno ha visto la partecipazione di 54 città su un totale di 108, Belluno e Treviso figurano tra i cinque capoluoghi che hanno raggiunto lo status di Rifiuti Free, mantenendo cioè una raccolta differenziata superiore al 65% e una produzione di secco residuo inferiore a 75 kg per abitante l’anno.
Lo stesso approccio si ritrova anche su scale territoriali diverse. Vedelago, tra i Comuni sopra i 15.000 abitanti, e Loria, nella fascia tra i 5.000 e i 15.000 abitanti, presentano valori coerenti con i livelli più elevati registrati a livello nazionale.
La fotografia del dossier Comuni Ricicloni 2026
Legambiente ha pubblicato la nuova edizione di Comuni Ricicloni 2026, il dossier che dal 1994 monitora la gestione dei rifiuti nei Comuni italiani sulla base dei dati inviati volontariamente da Comuni, Consorzi, Comunità montane e gestori dei servizi di igiene urbana.
L’edizione 2026, la trentatreesima, conferma un trend di crescita: i Comuni Rifiuti Free salgono a 675, dodici in più rispetto ai 663 dello scorso anno, dopo la flessione registrata nel 2025. Più significativo l‘incremento della popolazione coinvolta, che passa da 3.715.010 a 4.086.781 cittadini.
A livello di distribuzione geografica, il Nord si conferma l’area con la maggiore concentrazione di Comuni virtuosi (408 su 675, pari al 60,3%), seguito dal Sud (221, 32,8%) e dal Centro (46, 6,8%). Il Veneto guida la classifica regionale con 165 Comuni Rifiuti Free, davanti a Lombardia (104) e Campania (73).
Il dossier segnala però che, a fronte dei risultati positivi sui Comuni Rifiuti Free, si conferma a livello nazionale una tendenza all’aumento della produzione complessiva di rifiuti, accompagnata da un incremento dei quantitativi non recuperati. Legambiente sottolinea inoltre il ruolo strategico degli operatori ecologici e cittadini nella gestione corretta dei rifiuti urbani.
DNA Ambiente al fianco dei territori
In questo scenario, la transizione verso sistemi di gestione ambientale più efficienti richiede strumenti digitali capaci di garantire tracciabilità dei conferimenti, qualità dei dati e conformità alle regolamentazioni ARERA. L’ecosistema digitale DNA Ambiente accompagna Comuni e Gestori in questo percorso, mettendo a disposizione soluzioni per la gestione dei processi di raccolta modulari e adattabili alle specificità territoriali, dai piccoli Comuni alle Multiutility che operano su bacini di decine di migliaia di utenze.
